Il costone oggetto di intervento è localizzato nella zona del promontorio che si trova all’estremità della costa orientale del Comune di Bacoli chiamata “Punta Le Cento Camerelle”, nome derivato dall’omonima cisterna, di età romana, situata sulla sommità del fronte roccioso prospiciente il mare.
Il costone che cinge il promontorio, anch’esso denominato Cento Camerelle, risulta in forte stato di dissesto, aggravatosi particolarmente in relazione agli eventi sismici e da l’evolvere del fenomeno del bradisismo degli ultimi anni, tanto che l’intero tratto di litorale sottostante è stato interdetto al passaggio ed alla balneazione.
Per la definizione degli interventi di messa in sicurezza del costone, il Comune di Bacoli ha commissionato la progettazione definitiva all’R.T.P. Studio Discetti, geol. Patelli e dott.ssa Di Marco, che vi hanno provveduto nell’anno 2022. Nel seguito, si fa pertanto riferimento a quanto risultante dalla documentazione progettuale resa disponibile dal Comune.
Localizzazione dell’intervento
Il costone delle “Cento Camerelle” è localizzato in comune di Bacoli, all’estremità della costa orientale.
Le figure seguenti ne rappresentano la posizione anche in relazione alla “zona di intervento” delimitata per il rischio bradisismico, di cui al precedente paragrafo 2.1.


Localizzazione dell’intervento

Descrizione dello stato dei luoghi
La costa orientale della città di Bacoli, così come la maggior parte del litorale flegreo, è stata interessata da importanti mutamenti della linea di costa. Parte delle strutture archeologiche sono oggi sommerse dal mare e costituiscono un vero e proprio marker temporale del fenomeno bradisismico che interessa l’area, provocando, con il ciclico abbassamento e sollevamento del suolo, conseguenti variazioni della linea di costa. Il territorio comunale si presenta intensamente antropizzato, con esempi di tipiche abitazioni seicentesche nate intorno alla principale chiesa di S. Anna a cui si sono affiancate e talora sovrapposte quelle moderne.
Il promontorio roccioso “Le Cento Camerelle” è caratterizzato da un profilo arcuato, delimitato da due speroni relitti, testimoni dell’intensa erosione che lo ha interessato e attualmente ancora attiva. Il costone ha un’altezza massima di circa 40 m e un’estensione lineare di circa 435 m.; è di natura tufacea ed è dotato nella parte sommitale e lungo i due speroni perimetrali di una fitta copertura arbustiva.
Al fine di descrivere più efficacemente sia lo stato del costone che le opere necessarie alla sua messa in sicurezza, lungo la linea di costa sono stati individuati due settori, est e nord, di seguito rappresentati.

Il costone nel settore nord ha una lunghezza di circa 122 m e un’altezza massima di circa 40 m e presenta una vegetazione molto fitta.
Il ciglio del costone si presenta in forte arretramento, testimoniato dalla presenza di alberi in equilibrio precario o già crollati. L’ampia fascia di vegetazione presente tra la metà e la base del costone, più aggradata è presumibile che rappresenti la fascia detritica di disfacimento e arretramento del costone a monte. L’erosione eolica, molto spinta in questo settore, ha provocato, probabilmente lungo i piani di strato, dei profondi solchi di erosione. Per quanto riguarda la parte basale, il tufo giallo sembra essere caratterizzato da una stratificazione in banchi in cui probabili fratture da raffreddamento verticali, unitamente alla discontinuità del giunto di strato, isolano dei primi rocciosi.
Il solco di erosione presente alla base della falesia è, in taluni casi, in evidente arretramento.

Il settore Est della parete rocciosa ha un primo tratto, di forma triangolare, che si sviluppa per una lunghezza di circa 58 m ed ad un’altezza variabile da 0 a 20 m slm, la cui superficie sommitale si presenta fortemente antropizzata con la presenza di abitazioni private che arrivano in prossimità del ciglio. Il costone tufaceo in questo tratto è dotato di una stratificazione orientata a reggipoggio, con accentuati fenomeni di erosione eolica. Alla base della falesia, si notano numerosi solchi di battigia in arretramento, molti dei quali divenuti, nel tempo, vere e proprie cavità costiere.

Il tratto successivo del settore est è costituito da una falesia di lunghezza di circa 90 m e altezza massima 25 m; si presenta verticale in sommità con tratti aggettanti e sub verticale nel tratto medio basso. La parte medio-sommitale del costone è caratterizzata dalla presenza di piroclastiti con stratificazione in livelli centimetrici e decimetrici, mentre, la restante parte, tufacea, presenta un aspetto massivo. La stratificazione del tratto sommitale è orientata a reggipoggio analogamente al tratto precedente ed è accentuata dai fenomeni erosione eolica. Nel tratto basale della falesia è presente il tufo massivo, che solo a luoghi evidenzia una stratificazione in banchi.

Nell’ultimo tatto del settore Est, la falesia ha una lunghezza di circa 122 m e un’altezza massima di circa 40 m e presenta una vegetazione molto fitta. Dal punto di vista morfologico si presenta verticale in sommità, con tratti aggettanti e sub verticali, mentre nel tratto medio basso presenta addirittura zone in contropendenza. La parte sommitale, in cui è presente il tufo stratificato, è caratterizzata da numerose forme erosive che le conferiscono un complessivo aspetto incoerente ed è ricoperta da una fitta vegetazione che probabilmente ha contribuito all’arretramento della falesia. Al di sotto di questa parte si nota il passaggio tra due tufi a differente competenza; il primo, quello, appena sotto la zona stratificata si presenta caratterizzato da numerosi blocchi in equilibrio precario, da nicchie di distacco di diedri tufacei e mensole.
Scendendo è presente una rottura di pendenza sulla quale ha radicato vegetazione locale arbustiva spontanea. Tale rottura segna il passaggio ad un tufo a diversa competenza; le forme erosive sono più dolci e comunque di tipologia differente da quelle sovrastanti. È presente anche una nicchia distacco al contatto tra coltre vegetale e tufo che probabilmente drena le acque di ruscellamento superficiale.
Il settore centrale di questo tratto è quello più compromesso, difatti è caratterizzato dalla presenza di una lastra di tufo di notevoli dimensioni già staccata dalla parete nel settore est; alla base presenta delle sottili foliazioni/lesioni di detensionamento che danno l’idea di una rapida evoluzione in un crollo/ribaltamento. La stessa lastra presenta al centro la nicchia di distacco di un diedro tufaceo. L’azione erosiva del vento ha, inoltre, messo in evidenza, rispetto alla matrice di base, una serie di blocchetti, di dimensioni centimetriche, pseudo rotondeggianti di scorie e/o litici a maggiore resistenza.

Descrizione degli interventi previsti
Le indagini e i rilievi geologici eseguiti, hanno permesso ai progettisti del Comune di Bacoli di interpretare l’evoluzione morfologica del promontorio, riferendola principalmente a diversi fattori, tra i quali:
- L’azione meccanica del moto ondoso che battendo con forza sulle falesie disgregano; infatti, le onde battendo, anche con forza, sulla parte bassa della parete rocciosa, favorendo il distacco di detriti ed il crollo di blocchi rocciosi; se il fenomeno è uniforme, si forma il solco di battigia, che con il tempo può provocare il cedimento della roccia sovrastante, determinando così la formazione di pareti a picco sul mare ed un progressivo arretramento della falesia. La spiaggia in queste aree è in genere assente o ridotta a una stretta fascia discontinua. Alla base, il mare erode le rocce più tenere e crea anfratti e grotte.
- L’azione del vento che, erodendo i termini piroclastici meno resistenti, provoca la formazione di profondi solchi orizzontali che evolvono in livelli aggettanti ed in elementi isolati affioranti dalle pareti; nel complesso, il vento, con le sue azioni di corrasione e deflazione, determina situazioni puntuali o areali di instabilità. Nello specifico la deflazione consiste nell’asportazione da parte del vento dei singoli frammenti prodotti dalla degradazione fisica, mentre, la corrasione consiste nell’azione erosiva esercitata dal vento attraverso i granuli che esso trasporta e che colpiscono le superfici esposte, modellandole.
- La degradazione meteorica ovvero il complesso di fenomeni che porta al disfacimento delle rocce esposte agli agenti esogeni; degradazione che avviene in genere molto lentamente e con azione selettiva, cioè con velocità e modalità diverse in ogni punto; esistono, infine, processi di degradazione fisica e processi di alterazione chimica, che spesso procedono contemporaneamente.
Infine, vengono considerati fenomeni destabilizzati quali le acque di ruscellamento e di infiltrazione provenienti dalla piattaforma e l’effetto della coltre arborea, presente sul ciglio della parete, che con il suo apparato radicale contribuisce a disarticolare la massa rocciosa e incrementare l’infiltrazione delle acque meteoriche.
Gli interventi per fronteggiare i fenomeni disgregativi sopra brevemente richiamati sono stati individuati progettisti del Comune di Bacoli e possono dividersi, a seconda della zona in cui vengono effettuati, come di seguito brevemente riportato.
- Opere a mare per la difesa spondale
Per la difesa del litorale, si è scelto di realizzare n. 2 nuove scogliere di tipo soffolto di lunghezza compresa tra i 70 e 80 m; tale tipologia di opera rappresenta una difesa per l’erosione, infatti, le scogliere si oppongono al moto ondoso e l’energia delle onde viene smorzata nel bacino retrostante facendo in modo che all’impatto con la parete della falesia queste arrivino con bassa energia.

- Opere di difesa della parete rocciosa
Gli interventi previsti dai progettisti del Comune di Bacoli per il consolidamento delle pareti del promontorio roccioso “Le Cento Camerelle” consistono essenzialmente in iniezioni di miscele classiche a base di pozzolana super ventilata e calce idrata, chiodature superficiali e profonde, reti in acciaio ancorate in profondità oltre in alcuni casi di iniezioni di resine siliconiche bicomponenti per la sarcitura di particolari lesioni presenti nella parete di roccia.
Di seguito vengono illustrati brevemente gli interventi previsti per il risanamento delle due zone del costone roccioso (zona Est e zona Nord).
Parete Settore Est
Nel primo tratto del costone Est, dove sono attesi i meccanismi individuati e descritti in precedenza e vista la natura subverticale del settore, i progettisti del Comune di Bacoli hanno inteso procedere con interventi che prevedono:
- la pulizia ed il disgaggio di alcuni elementi instabili, seppure nel caso specifico di piccole dimensioni (indicato nelle figure seguenti con area magenta);
- realizzazione in corrispondenza del ciglio del costone di una canalizzazione costituita da elementi prefabbricati componibili realizzati in calcestruzzo vibrato con finitura industriale impiegati per il convogliamento e lo scarico delle acque meteoriche dal costone e con scarico in mare (indicato nelle figure seguenti con linea celeste);
- intervento di stabilizzazione mediante sarciture delle lesioni con l’utilizzo di resine siliconiche bicomponenti (indicato nelle figure seguenti con linea gialla);
- intervento di consolidamento mediante geocomposito in rete metallica ad alta resistenza corredata da cavi metallici disposti secondo due direzioni per contenimento della rete (indicato nelle figure seguenti con area verde);
- intervento di messa in sicurezza della base della parete mediante la realizzazione di una scogliera radente a protezione del piede del costone (indicato nelle figure seguenti con linea arancione).

Nel tratto successivo del settore Est, sono previstele stesse tipologie, con la segnalazione che gli elementi da disgaggiare e la lesione da sarcire hanno di dimensioni maggiori rispetto al tratto precedente.

Nell’ultimo tratto del settore Est del costone, sono previsti interventi per la stabilizzazione del fronte roccioso, analoghi ai precedenti; in particolare, la posa in opera del sistema di geocomposito metallico è previsto nelle aree caratterizzate da stratificazioni piroclastiche e tufacee.


Parete Settore Nord
Per quanto attiene il settore nord la tipologia non è dissimile da quella prevista per gli altri tratti di parete del costone roccioso e quindi sono previsti:
- la pulizia ed il disgaggio di alcuni elementi instabili, seppure nel caso specifico di piccole dimensioni;
- la realizzazione della canalizzazione sul ciglio del costone per la regimazione delle acque meteoriche;
- l’intervento di consolidamento mediante geocomposito in rete metallica ad alta resistenza corredata da cavi metallici e nel tratto sommitale, caratterizzato dalla presenza di uno strato piroclastico si provvederà ad accoppiare al geocomposito anche una biostuoia in fibra di paglia, al fine di garantire l’attecchimento della vegetazione a seguito dell’intervento;
- l’intervento di messa in sicurezza della base della parete mediante la realizzazione della scogliera radente a protezione del piede del costone, che tuttavia, non raggiunge la spiaggia, volendo lasciare inalterato il tratto terminale del costone e le cavità di natura antropica presenti.

Dati generali dell’intervento
L’intervento sopra descritto è inserito nel quadro di censimento delle criticità infrastrutturali in ambito di difesa del suolo, redatto dalla regione Campania di cui all’articolo 5 del decreto-legge n. 140 del 2023 con grado di coerenza “molto elevato” e ordine di priorità pari a 1 per lo stralcio A e pari a 3 per lo stralcio B.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Ente proprietario | Comune di Bacoli |
| Ente gestore | Comune di Bacoli |
| Sistema di ambito | Difesa del suolo |
| Tipologia di Infrastruttura | Difesa costiera e Consolidamento versanti |
| Vincoli di Tutela | Tutela paesaggistica (Parte III del d.lgs. n. 42 del 2004) |
La stima dell’importo dell’investimento, nonché dei tempi, necessari per la realizzazione delle opere descritte è stata effettuata sulla base delle valutazioni economiche contenute nel progetto definitivo degli interventi, commissionato dal Comune di Bacoli e redatto dall’R.T.P. Studio Discetti, geol. Patelli e dott.ssa Di Marco.
