Palazzina Comando della Marina Militare

L’edificio, anche indicato come fabbricato n. 10 del Comprensorio della Marina Militare di Nisida, gli uffici del comando della Marina Militare.

Ubicazione

L’edificio è ubicato in comune di Napoli, nel Comprensorio della Marina Militare di Nisida, precisamente nella zona operativa ex NATO fronte mare, in Via Nisida n.1. Le figure seguenti ne rappresentano la localizzazione anche in relazione alla “zona di intervento” delimitata per il rischio bradisismico.

Localizzazione dell’edificio militare

Descrizione della struttura

L’edificio, realizzato negli anni tra il 1950 e il 1960, si sviluppa su 4 livelli fuori terra, distribuiti altimetricamente rispetto alla quota di riferimento del piano di calpestio dell’atrio a +6,4 m, +11,4 m, .16,5 m, +21,6 m.

L’organismo strutturale principale è costituito da telai in conglomerato cementizio armato, secondo il seguente schema:

  • un corpo centrale principale che emerge dal prospetto principale ed è costituito da 10 telai piani orientati trasversalmente all’edificio e formati da coppie di pilastri che sostengono travi emergenti a campata unica di ampia luce a sostegno dei solai.
  • due corpi laterali simmetrici rispetto all’asse trasversale dell’edificio ognuno costituito da tre telai piani aventi la medesima giacitura di quelli del corpo principale, ciascuno formato da quattro pilastri a sostegno delle travi emergenti che sostengono i solai.

Gli orizzontamenti sono tutti costituiti da solai latero-cementizi orditi secondo l’asse longitudinale dell’edificio, di spessore 26 cm costituiti da travetti di larghezza 7 cm disposti ad interasse di 37 cm, soletta di spessore 6 cm e pignatte aventi sezione trasversale 30 cm x 20 cm.

Il collegamento verticale tra i vari livelli è garantito da un nucleo scala-ascensore ricavato in ognuno dei corpi laterali. Il volume di tale nucleo è delimitato su tre lati da paramenti in muratura listata di pietre squadrate di tufo e mattoni pieni (3 file di pietre di tufo alternate a 2 di mattoni), allettate con malta bastarda, incassata all’interno dello scheletro in c.c.a. . I rampanti delle scale sono costituiti da solette piene in c.c.a. a sbalzo, di spessore 20 cm, incastrate nella muratura suddetta, mentre i pianerottoli di smonto e di riposo ricalcano il sistema latero-cementizio degli altri solai.

Le scansioni georadar hanno restituito fondazioni costituite da plinti troncoconici superficiali a pianta rettangolare 200 cm x 240.

Prospetti dell’edificio militare

Planimetrie del piano terra e del primo piano dell’edificio militare
Configurazione schematica dell’edificio militare

Dati generali dell’edificio

ElementoDato
Volume complessivo22.920 mc
Ente proprietarioDemanio dello Stato
Ente utilizzatoreMarina Militare – Ministero della Difesa
Destinazione d’usoUffici militari
Presenza media di personeCirca 100
Classe d’uso NTC2008Edificio Rilevante – Classe III
Vincoli di TutelaTutela paesaggistica (Parte III del d.lgs. n. 42 del 2004)

Vulnerabilità sismica

La Direzione del Genio Militare per la Marina di Taranto ha redatto a febbraio 2022 l’analisi di vulnerabilità sismica dell’edificio ai sensi delle norme tecniche per le costruzioni NTC 2018.

In ragione dei risultati conseguiti, sulla base dei criteri e delle priorità stabiliti dal Piano straordinario di cui all’art. 2 del D. L. n. 140 del 2023, l’edificio è stato inserito con indice di graduatoria pari a 29, nel primo programma di interventi sugli edifici di proprietà pubblica di cui al capitolo 4.1, fase (iii), del medesimo Piano straordinario, approvato con verbale del tavolo tecnico del 01.07.2024.

Descrizione dello stato dell’edificio

Dalla relazione tecnica dell’analisi di vulnerabilità sismica si riscontra che Lo stato di conservazione delle strutture in c.c.a. è risultato generalmente soddisfacente con limitati fenomeni di ossidazione delle armature e calcestruzzi generalmente compatti e granulometricamente ben assortiti.

Eccezione a quanto sopra è rappresentata dai solai di copertura dell’ultimo piano, risultati interessati da consistenti fenomeni di degrado connessi ad infiltrazioni provenienti dal lastrico sovrastante che hanno indotto l’ossidazione delle armature dei travetti. L’ossidazione, accompagnandosi ad aumento di volume delle barre, ha indotto la rottura delle pignatte di alleggerimento per instabilizzazione dei setti di laterizio, con conseguente distacco di intonaci e crolli parziali.

Il fenomeno assume, in alcuni ambienti, una notevole entità, tale da comportare rischio per l’incolumità degli occupanti.

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